Storia di un Oratorio secolare

Il completamento del primo manufatto, secondo le notizie più antiche, risale all'anno 1903. Né presso la Curia Diocesana a Novara né nell'archivio parrocchiale vi sono notizie e documenti relativi a questo avvenimento e pertanto non si conosce la data precisa dell'inaugurazione del Ricreatorio Maschile, come a quei tempi si chiamava l'Oratorio San Luigi. Secondo alcune vecchie memorie di don Mario Del Monte, canonico di Crusinallo dal 1994, che tra l'altro è stato viceparroco di Crusinallo nel 1945, sul terreno dove ora sorge l'edificio vi era un vecchio cascinale e si pensa, quasi con certezza, che fosse stato donato alla Parrocchia come opera di carità. Questa tesi è supportata dal fatto che non esistono atti di compravendita di terreno né in archivio parrocchiale né a Novara. Già nel dicembre 19011'arciprete di allora, don Luigi Lapidari (Omegna 1855- Crusinallo 1945), cosi scriveva in una lettera indirizzata al Vescovo di Novara: "[...] mi faccio premura di rispondere osservando che i ragazzi non più scolari continuano ad essere nelle mani del Sig. Coadiutore col quale sto organizzando un regolare Oratorio Festivo': L'idea di un Oratorio era ben presente nell'animo del sacerdote che aveva a cuore le sorti dei giovani per i quali, terminato il periodo scolastico, si incontravano grandi difficoltà circa il loro futuro e la loro crescita spirituale. Non era altro che l'esperienza vissuta da don Bosco, il quale aveva fondato il suo Oratorio con lo scopo di insegnare ai giovani un mestiere e di prepararli a testimoniare l'importanza dell'amicizia e dell'amore verso la vita con l'insegnamento della dottrina Cristiana e dell'educazione Civica. L'esempio di don Bosco, che don Lapidari aveva conosciuto, lo aveva stimolato a seguirne le orme. In parte vi era riuscito ottenendo in Crusinallo la presenza delle Suore Salesiane per la crescita della gioventù femminile. Mancava solo un luogo di ritrovo per la parte maschile della gioventù e don Giovanni Martelli, coadiutore e maestro di scuola, accettò di buon grado l'idea di costruire un Ricreatorio anche in Crusinallo. E quel prato, donato qualche anno prima, era proprio adatto a soddisfare il desiderio dei due sacerdoti; cosi nacque un punto di ritrovo per tutti i giovani di ogni età ed appartenenza senza distinzione alcuna di condizione sociale ed economica. L'edificio, ai tempi della prima costruzione, si snodava su di un unico piano con un grande porticato mentre la zona soprastante, dove ora vi sono le abitazioni private, è stata costruita negli anni successivi.

Nel 1903 l'Oratorio apri i battenti sotto la guida e l'amministrazione del coadiutore don Martelli (al prividìn). Ben presto fu evidente la necessità di organizzare la vita oratoriana ed ecco allora nascere una associazione alla quale venne dato il nome di "Circolo Cattolico Virtus". Era l'anno 1905.
Intanto l'arciprete decise di intestare tutto l'immobile a don Martelli. Bisogna infatti ricordare che nei primi anni del '900 la Chiesa non aveva la facoltà di possesso e non le era riconosciuta propria personalità giuridica; è da questo punto in poi che le vicende dell'Oratorio sono poco conosciute.
Pochi anni dopo, circa una decina, don Martelli, che continuava il suo insegnamento nella scuola privata del "Barnasch", propose all'arciprete di costruire sopra l'Oratorio due appartamenti, uno per lui e uno per il fratello Lorenzo che da tempo lavorava presso un grande hotel di Stresa. L'arciprete accettò e sopra l'edificio volle una grande scritta: "Ricreatorio Maschile San Luigi". In questo modo i fratelli Martelli diventavano gli unici proprietari del piano terreno, dove avevano sede le attività oratoriane, e dei due appartamenti. Nel 1929, coi Patti Lateranensi e il Concordato tra Stato e Chiesa, vennero riconosciute piene facoltà di possesso alla Chiesa, ma, per errore o per qualsiasi altro motivo, la Parrocchia non tornò in possesso del proprio Ricreatorio fino al 1947. E' da notare come, in questo periodo, le attività giovanili fossero comunque numerose: l'Azione Cattolica maschile e la Virtus (con il Gruppo Sportivo e la Sezione Filodrammatica) proponevano moltissime iniziative di carattere spirituale e formativo, culturale e sportivo. E' importante ricordare che i problemi legati alla proprietà dell'immobile non hanno inciso sull'attività giovanile; anzi, in quegli anni che vanno dal 1920 al 1950 scaturirono grandi personalità che con la loro intraprendenza hanno scritto pagine indimenticabili della storia oratoriana e della vita parrocchiale.
 
Con il 1947 e dopo le vicende che segnarono gli anni quaranta, tra cui la morte dell'arciprete 1'8 febbraio 1945 e l'arrivo del nuovo parroco don Luigi Manfredi, si chiude la delicata questione coi fratelli Martelli. In data 26 agosto 1947, presso lo studio del notaio Gabriele Lincio di Omegna, la Parrocchia di San Gaudenzio in Crusinallo, con atto pubblico del 15 novembre 1946, accetta la donazione di parte degli immobili di don Giovanni e Lorenzo Martelli. L'atto, che si trova presso il Comune di Omegna, presso l'Ufficio del Registro di Verbania e nell'archivio parrocchiale, definisce che alla Parrocchia di Crusinallo viene riservata la seguente proprietà: "[…] piano terreno grande, terreno adibito a teatro e cinque altri locali a questo susseguenti a ponente, il terreno antistante verso notte e costituente corpo unico con l'edificio; è esclusa dalla donazione la tromba della scala e la scala che dalla cantina conduce ai piani superiori”. La Parrocchia perde definitivamente i piani abitabili.
Dopo la morte di don Martelli, avvenuta il 22 gennaio 1947, i successivi coadiutori, tra cui don Anselmo Saglio e il compianto don Renato Beltrami, impegnarono grandi forze nell'Oratorio e molte speranze nella gioventù crusinallese: i loro frutti sono visibili ancora oggi nell'infinita memoria di quei giovani con i capelli grigi, che ogni giorno li ricordano con riconoscenza. Negli anni cinquanta e sessanta, dopo i quattordici anni di don Manfredi e la sua sofferta partenza per Bellinzago, il nuovo parroco fu don Amedeo Lippi. Nei confronti della gioventù della Parrocchia nutriva certamente sentimenti di stima e affetto non sempre riconosciuti ed apprezzati. L'Arciprete considerava l'edificio dell'Oratorio non più adatto alle esigenze della vita parrocchiale, forse perché in uno stato fatiscente oppure perché i difficili rapporti con gli eredi Martelli lo consigliavano di chiudere al più presto la questione. Infatti, don Lippi aveva in mente un grande e ambizioso progetto: l'acquisizione della Villa Marinzi, dove ora sorge una rivendita di auto, per costruire una nuova casa parrocchiale e un Oratorio più funzionale a essa adiacente. Come sappiamo l'iniziativa non andò in porto. L'opera cristiana di formazione e di cultura continuò, anche in questi anni, con immutata vitalità grazie ai coadiutori che si sono succeduti alla cura della gioventù a cominciare da don Virgilio Pozzato e don Giuseppe Zanetta da don Luigi Dresti fino a don Arnaldo Giulini. Don Lippi lasciò la Parrocchia nel 1971 ed il suo successore fu don Sergio Chiesa. Il nuovo parroco, sacerdote del rinnovato cammino evangelico della Chiesa del dopo "Concilio Vaticano II'', rilanciò il cammino oratoriano, e grazie ad una gioventù e ad una comunità aperta ai "tempi nuovi" riuscì, in appena sette anni di permanenza a Crusinallo, a lasciare un segno indelebile della sua carismatica presenza.
 
Questi ultimi anni, dal mese di marzo del 1979, sono gli anni di don Arturo Melloni, sono gli anni della storia più recente. ...quella ancora in "fase di scrittura”. E' però necessario completare la vicenda dell'Oratorio San Luigi.
La Curia, proprietaria dell'ex Istituto San Giuseppe dopo la dismissione dell'attività da parte delle Suore Salesiane, nel 1988, cedette l'immobile al Comune di Omegna. Parte del ricavato fu investito dalla Parrocchia nell'acquisto di due degli appartamenti al primo piano del fabbricato dell'Oratorio ripercorrendo un passo verso il precedente assetto immobiliare.
L'Oratorio e la Virtus hanno superato l’importante traguardo dei cent'anni di vita! Ciò testimonia che diverse generazioni si sono susseguite prodigandosi con successo per qualcosa che è rimasto vivo ancora oggi. Non dobbiamo dimenticare, dobbiamo andare avanti a testa alta, fieri di avere questa storia alle spalle.
 
(di A.Iannotta dal libro "1980-2005, Teatro-sport-cultura")

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